Dischi esterni e chiavette
Dentro un hard disk esterno c’è esattamente la stessa roba che c’è dentro il computer. In più ci sono una scatola e un piccolo controller che traduce da USB al linguaggio del disco. Niente altro.
Quale dei tre ti serve
Hard disk esterno. Costa poco al terabyte e ne tiene tanti. È la scelta giusta per l’archivio, il posto dove finiscono le cose che non guardi mai ma non vuoi buttare. Non spostarlo mentre sta lavorando: dentro c’è un piatto che gira.
SSD esterno. Veloce, insensibile agli urti, più caro a parità di spazio. È quello da mettere in borsa.
Chiavetta USB. È memoria flash come un SSD, ma con un controller molto più economico e una gestione dell’usura più grezza. Per spostare file da un computer all’altro va bene. Come supporto di backup è una scelta debole, e viene usata così di continuo.
Un disco che contiene l'unica copia non è un backup
È un secondo punto singolo di rottura, con l’aggravante che te lo porti in giro e prima o poi ti cade. Un backup è una copia in più, non l’unica copia spostata altrove.
I nomi USB sono fatti apposta per confondere
5 Gbps (gigabit al secondo) si sono chiamati USB 3.0, poi USB 3.1 Gen 1, poi USB 3.2 Gen 1. Tre nomi diversi, la stessa identica velocità, mai cambiata di un bit.
I 10 Gbps sono passati da USB 3.1 Gen 2 a USB 3.2 Gen 2. I 20 Gbps si chiamano USB 3.2 Gen 2×2, che sembra uno scherzo e non lo è.
L’ente che gestisce lo standard ha finito per arrendersi e adesso consiglia di usare i nomi per velocità: USB 5Gbps, USB 10Gbps, USB 20Gbps.
Ignora il numero di versione e cerca la cifra in Gbps. È una regola che sopravvive anche al prossimo cambio di nome, e ce ne sarà un altro.
La rimozione sicura serve ancora?
La risposta è cambiata nel 2018 e quasi nessuno se n’è accorto.
Da Windows 10 versione 1809 il criterio predefinito per i dischi esterni è la Rimozione rapida. Prima era Prestazioni migliori. La rimozione rapida disattiva la cache di scrittura, che è esattamente la cosa da cui il rituale dell’espulsione proteggeva.
Con il criterio predefinito, quindi, puoi staccare un disco fermo senza espellerlo e non succede niente.
Con tre però. Il criterio si imposta per singolo dispositivo, e qualcuno può averlo rimesso su Prestazioni migliori. Non è detto che sia sempre stato così, su una macchina vecchia. E soprattutto niente ti protegge se stacchi il disco mentre ci sta scrivendo sopra: a metà di una copia si perdono dati con qualunque criterio.
Il consiglio resta quindi lo stesso, ma per il motivo giusto. Continua a espellere, perché costa due secondi, perché funziona sotto qualunque impostazione, e soprattutto per una ragione che nessuno racconta: se Windows si rifiuta di espellere, ti sta dicendo che qualcosa sta ancora scrivendo. Quel rifiuto è un’informazione, non una scocciatura.
Se vuoi vedere com’è impostato il tuo: Win + X, poi Gestione dispositivi, apri Unità disco, clic destro sul disco, Proprietà, scheda Criteri.
Come è formattato, e perché ogni tanto morde
Un disco esterno nuovo arriva già formattato, quasi sempre in exFAT, e la formattazione decide una cosa che salta fuori nel momento peggiore: quanto può essere grande un singolo file.
Se provi a copiare un video da 5 GB (gigabyte) su una chiavetta che ha 40 GB liberi e Windows ti dice che il file è troppo grande per la destinazione, non sei impazzito. È il formato del disco, si chiama FAT32, e ha un tetto a 4 GB per file. Come si cambia sta in NTFS, exFAT e FAT32.