Porte e cavi
Per quasi tutta la storia dei computer la forma di una presa era una garanzia. Un attacco VGA faceva una cosa sola, e se il connettore entrava, funzionava. Con la USB-C non è più così, ed è stato deciso apposta, ma a chi compra non lo ha spiegato nessuno.
La regola che è cambiata
La forma di una presa ti dice cosa ci entra fisicamente. Non ti dice cosa funzionerà.
Tutto quello che segue discende da qui, compresi i casi in cui compri l’oggetto giusto e non va.
Le prese che trovi oggi
| Presa | A cosa serve | Da sapere |
|---|---|---|
| USB-A | Mouse, tastiere, chiavette | Rettangolare, ha un verso solo |
| USB-C | Praticamente tutto | Ovale e reversibile, la forma non dice cosa sa fare |
| HDMI | Monitor, televisori, proiettori | La più compatibile che esista |
| DisplayPort | Monitor | Meglio per due o più schermi |
| Ethernet | Rete via cavo | Più stabile e più veloce del Wi-Fi |
| Jack 3,5 mm | Cuffie e microfono | Sui portatili è uno solo, combinato |
| Lettore SD | Schede delle fotocamere | Spesso in versione microSD sui portatili sottili |
Prese che si incontrano ancora, quasi sempre su roba vecchia
- VGA: connettore blu a 15 pin, vivo e vegeto nei proiettori delle sale riunioni.
- DVI: bianco e squadrato, sui monitor di una decina di anni fa.
- PS/2: due connettori rotondi, viola per la tastiera e verde per il mouse, ancora presenti su molte schede madri da tavolo.
- Seriale e parallela: sopravvivono su strumenti da laboratorio, registratori di cassa e stampanti industriali.
- Mini-USB e Micro-USB: su accessori economici e telefoni di qualche anno fa.
- SCART: il connettore piatto e largo dei televisori italiani fino ai primi anni Duemila.
- FireWire ed eSATA: ci hanno provato, hanno perso.
USB-C: tre capacità diverse, una sola forma
Una presa USB-C può fare tre cose che non hanno niente a che vedere l’una con l’altra, e può farne una, due o tutte e tre. I dati si misurano in Mbps e Gbps (megabit e gigabit al secondo), la ricarica in W (watt).
| Capacità | Vuol dire | Quanto varia |
|---|---|---|
| Dati | Quanto in fretta si spostano i file | Da 480 Mbps a 40 Gbps |
| Video | Può pilotare un monitor | C’è o non c’è |
| Corrente | Può caricare | Assente, oppure fino a 100 W e oltre |
Quando ci sono tutte e tre si dice che la porta è full-featured. Moltissime non lo sono. È il motivo per cui due prese USB-C identiche sullo stesso portatile si comportano in modo diverso, e guardandole non c’è verso di capirlo.
Qualche indizio esiste. Un fulmine stampato accanto alla presa vuol dire Thunderbolt, quindi tutto. Una sigla DP vuol dire che porta il video, ma parecchi produttori che lo supportano non stampano niente. Per il resto tocca il manuale, cercando le parole “DisplayPort Alt Mode”, “Thunderbolt” o “USB4”.
Thunderbolt e USB4
| Standard | Velocità | Video e corrente |
|---|---|---|
| USB 3.2 | 5, 10 o 20 Gbps | Solo se la porta li supporta |
| USB4 | 20 oppure 40 Gbps | Video sì, ricarica fino a 100 W |
| Thunderbolt 4 | Sempre 40 Gbps | Due monitor 4K, ricarica, dispositivi in cascata |
Thunderbolt 4 è una garanzia, USB4 è un intervallo. Una porta USB4 può andare alla metà della velocità e portare comunque quell’etichetta senza dire una bugia. Thunderbolt va d’accordo anche con USB4 e con le USB precedenti, quindi è quella su cui non si sbaglia.
Anche il cavo è un apparecchio
Questa è la parte meno conosciuta e la più utile da sapere. Il cavo ha caratteristiche sue, decise da chi l’ha fabbricato, indipendenti dalle prese ai due capi.
Porta capace, monitor capace, cavo sbagliato: non funziona niente, e non compare nessun messaggio che ti dica perché.
Dentro un cavo USB-C serio c’è un chip, chiamato e-marker, che dichiara di cosa è capace. Senza quel chip il cavo è fermo a 60 W e 480 Mbps, cioè la velocità dello USB 2.0, uno standard del 2000.
Corrente e dati sono due campi separati in quel chip, impostati in modo indipendente, perché il rame per la corrente e le coppie schermate per i dati costano in modo diverso. Da qui il caso che manda tutti fuori strada: il cavo di ricarica Apple da 240 W trasferisce dati a 480 Mbps. È grosso, è caro, ed è molto lento a copiare foto.
Lo stesso vale per il cavo arrivato nella scatola del telefono. Quasi sempre è fatto per caricare, e crolla a 480 Mbps appena lo usi per spostare file.
Quando ne compri uno, cerca i numeri stampati sul cavo o sulla confezione: 240W, USB 40Gbps, USB 20Gbps. Diffida di “cavo per ricarica rapida”, che sui dati non dice assolutamente niente.
HDMI o DisplayPort per il monitor
Portano tutti e due video e audio, e per un monitor normale vanno bene entrambi.
HDMI è il re della compatibilità: televisori, console, proiettori, decoder. DisplayPort ha più margine e diventa la scelta giusta quando i monitor sono due o più, o quando vuoi frequenze di aggiornamento alte. I numeri di versione contano molto meno di quanto lasci intendere il marketing, se stai a 1080p o a un 4K normale.