Il processore

Un processore fa una cosa sola. Prende un’istruzione, la esegue, passa a quella dopo. Poi lo rifà, qualche miliardo di volte al secondo.

Le istruzioni sono minuscole: somma due numeri, confronta due valori, copia questo là, salta altrove se il confronto è andato in un certo modo.

I GHz non sono la velocità

La frequenza, misurata in GHz (gigahertz), conta quanti cicli al secondo fa il processore. Non dice quanto lavoro riesce a infilare dentro ogni ciclo.

Un chip da 3 GHz del 2026 macina molto più di un chip da 3 GHz del 2012, con lo stesso numero stampato sulla scatola. Nel frattempo è cambiato tutto il resto: quante istruzioni riesce a portare avanti insieme, quanto tiene vicino i dati che gli servono, quanto indovina in anticipo la strada che prenderà il programma.

I GHz servono a confrontare due processori della stessa famiglia e della stessa generazione. Fuori da lì non dicono niente.

Core e thread non sono la stessa cosa

Un core è un lavoratore indipendente. Quattro core sono quattro cose portate avanti davvero in parallelo.

I thread sono un’altra faccenda. La tecnologia si chiama SMT, o Hyper-Threading sui processori Intel, e fa sì che un core si presenti al sistema come se fossero due. Il core resta uno, ma riesce a sfruttare i buchi morti. Il guadagno reale gira intorno al 20% o 30%.

Un 4 core 8 thread non è un 8 core

Il secondo numero è quasi sempre il doppio del primo e viene stampato bello grosso. Il lavoratore in più non esiste: è lo stesso che riempie i tempi in cui aspettava.

Quanti ne servono davvero? Per navigare, scrivere e fare videochiamate, oltre i quattro o sei core non cambia quasi niente. Molte cose che fai tutti i giorni usano un core solo e non sanno cosa farsene degli altri.

x86 e ARM: due lingue diverse

Ce le hai già tutte e due in casa. Ogni telefono che hai avuto è ARM. Ogni PC Windows da tavolo è quasi certamente x86. La differenza è quella tra la tua tasca e la tua scrivania.

Non è veloce contro lento, ed è qui che quasi tutti si sbagliano. È come si comporta la macchina quando non la stai usando.

Cosa noti su un portatile ARMPerché
La batteria dura un giorno o due, non quattro oreConsuma molto meno a parità di lavoro
Non senti la ventola, e spesso non c’èMeno calore da smaltire
Si riaccende dal sonno all’istanteNessuna attesa, come sul telefono
Resta connesso mentre dormeLe notifiche arrivano anche a schermo spento

C’è un prezzo, e conviene sapere dove si paga. Un programma è scritto per un’architettura sola. Sull’altra deve essere tradotto al volo, e la traduzione ha un nome: Prism su Windows, Rosetta 2 sui Mac. Funziona bene, ormai.

Il guaio quasi mai è un’applicazione. Quello che di solito rifiuta di funzionare non è il programma, è il driver di un apparecchio che possiedi già. Una stampante o uno scanner di dieci anni fa, un lettore di schede, una chiavetta di sicurezza, la VPN dell’ufficio, un antivirus di terze parti, i giochi con un sistema anti-cheat. Browser, Office, posta e videochiamate non danno problemi.

Prima di comprare un portatile ARM, quindi, la domanda giusta non è quanto va forte. È: cosa ci devo attaccare.

Come vedere quello che hai

Apri Gestione attività con il clic destro sulla barra delle applicazioni, poi vai su Prestazioni e scegli CPU. In basso a destra trovi il nome del modello, la frequenza, il numero di Core e il numero di Processori logici, che sono i thread.

Due tasti invece di tre clic

Ctrl + Maiusc + Esc apre Gestione attività da qualunque punto, anche quando una finestra si è piantata davanti a tutto.

Vedi anche