Cos’è un file

Apri una foto sul computer. Cosa hai aperto?

Hai aperto due cose diverse, e tenerle separate è la cosa più utile che puoi imparare su come funziona un computer. C’è la foto, che è un pacchetto di numeri fermo sul disco. E c’è il programma, che quei numeri li legge e ti disegna un’immagine sullo schermo.

Un file è una sequenza di byte con un nome

Non c’è altro dentro un file. Non c’è scritto “sono una foto”. Non c’è scritto “apritemi con Word”. C’è una fila di numeri e un’etichetta per ritrovarli.

Tutto quello che sembra di più, una canzone, un documento, un video, è un’interpretazione che ci mette sopra il programma, il quale quei numeri se li aspettava fatti in un certo modo.

Quando apri un file e ti esce roba senza senso sullo schermo, è successo esattamente questo. Il programma si aspettava una cosa e ne ha trovata un’altra.

Il file e il programma sono due cose diverse

Il file esiste per conto suo, in un punto preciso del disco. Il programma è software installato da un’altra parte. Puoi disinstallare Word e i tuoi documenti restano dove sono. Puoi aprire la stessa foto con cinque programmi diversi, e la foto resta una.

Provalo: prendi un file di testo qualsiasi e aprilo prima con Blocco note, poi con Word. Due finestre, due programmi, un file solo.

Questo spiega perché “salva con nome” fa una cosa che sembra strana. Non stai salvando dentro il programma. Stai dicendo al programma in quale punto del disco scrivere i byte, e con che nome.

A cosa serve davvero l’estensione

L’estensione è il pezzo di nome dopo l’ultimo punto: .pdf, .docx, .jpg. Fa parte del nome. Non è una proprietà del contenuto.

Su Windows serve a una cosa sola, ma importante: decidere con quale programma aprire il file. Windows guarda l’estensione, la cerca in un elenco di associazioni che tiene da parte, e lancia il programma corrispondente. Non guarda dentro il file.

Da qui segue una cosa che sorprende quasi tutti. Rinominare un file cambia l'etichetta, mai il contenuto. Se rinomini una foto da .jpg a .pdf non ottieni un PDF. Ottieni una foto con il nome sbagliato, e il lettore PDF si lamenterà, perché dentro trova i byte di un’immagine.

Se ti serve un PDF davvero, serve un programma che riscriva i dati in quel formato. È una conversione, e la fa un software, non il nome.

Info

macOS e Linux lavorano diversamente. Guardano l’estensione, ma anche i primi byte del file, che nella maggior parte dei formati sono una specie di firma. Se il nome dice una cosa e la firma ne dice un’altra, spesso vince la firma. Windows si fida quasi solo del nome.

Perché conviene mostrare le estensioni

Windows nasconde le estensioni di default. Vale la pena cambiare questa impostazione, e il motivo è concreto.

Immagina di ricevere un allegato chiamato fattura.pdf.exe. Con le estensioni nascoste, Windows ti toglie l’ultimo pezzo e sullo schermo leggi fattura.pdf. L’icona può benissimo essere quella di un documento PDF, perché l’icona la sceglie chi ha creato il file.

Tu credi di aprire una fattura. Stai avviando un programma.

La doppia estensione è il trucco più vecchio che c'è

Un file può avere due estensioni nel nome. Quella che conta è sempre l’ultima. Con le estensioni visibili leggi fattura.pdf.exe per intero e la cosa salta all’occhio.

Per attivarle: in Esplora file, menu Visualizza, poi Mostra, e metti la spunta su Estensioni nomi file.

C’è anche un secondo controllo che funziona sempre, anche senza toccare niente. Metti Esplora file in visualizzazione Dettagli e guarda la colonna Tipo. Per un file eseguibile dirà Applicazione, qualunque cosa suggerisca il nome.

Quanto vale davvero questa impostazione? Molto: la doppia estensione è uno dei modi più usati per far avviare un programma a qualcuno che crede di aprire un documento, e le estensioni visibili lo rendono leggibile a colpo d’occhio.

I file nascosti

Nascosto vuol dire non mostrato di default. Nient’altro.

Non vuol dire protetto, non vuol dire importante, non vuol dire pericoloso. Serve a tenere fuori dai piedi roba che il sistema usa e che non hai motivo di toccare tutti i giorni, come AppData e ProgramData.

Un file nascosto si comporta come qualsiasi altro. Puoi aprirlo, copiarlo, cancellarlo. Semplicemente non compare finché non lo chiedi.

Il meccanismo però cambia parecchio da sistema a sistema, e la differenza è curiosa:

  • Su Windows è un interruttore attaccato al file, salvato insieme alle altre informazioni su di esso. Il nome non c’entra niente.
  • Su Linux, macOS e Android è una convenzione sul nome. Se il nome comincia con un punto, come .config, il file è nascosto. Togli il punto e ricompare. Non c’è nessun interruttore da nessuna parte.

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